Autovelox: cassa o prevenzione?

11/04/2018


I dispositivi di rilevamento elettronico della velocità dei veicoli (cosiddetti "autovelox"), che vengono installati ed utilizzati nel pieno rispetto delle leggi vigenti in materia (il nuovo Codice della Strada ne disciplina la taratura, l'omologazione, la corretta presegnalazione, la visibilità, la sufficiente avvistabilità, ecc.) hanno la funzione di evitare gli incidenti stradali, inducendo gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità. In particolare, tali apparecchiature devono essere mobili (presidiate da una postazione, ben visibile, delle forze dell'ordine). In questi casi, gli automobilisti, ricevuta una sanzione, difficilmente commetteranno altre infrazioni, permettendo così alla Pubblica Amministrazione di soddisfare le esigenze di prevenzione.

In casi eccezionali, gli strumenti di controllo elettronico della velocità dei veicoli possono essere fissi, ossia senza il presidio delle forze dell'ordine (l'installazione degli apparecchi non deve, però, essere preceduta da subdoli abbassamenti dei limiti di velocità e la carreggiata deve essere realmente pericolosa). La Suprema Corte di Cassazione, con recente ordinanza, ha affermato che sono da ritenere nulle le sanzioni comminate, con autovelox fisso, su strade che non presentano le caratteristiche prescritte dal Codice della Strada. I tratti di strada, su cui possono essere posizionati gli autovelox fissi, devono essere caratterizzati da carreggiate indipendenti o separate da spartitraffico, ciascuna con almeno due corsie di marcia, un'eventuale corsia riservata ai mezzi pubblici, banchina pavimentata a destra e marciapiedi, con le eventuali intersezioni a raso semaforizzate.

Le sanzioni, comunque, dovrebbero essere recapitate agli automobilisti entro pochi giorni, potendo così fungere da deterrente, garantendo il rispetto dei limiti di velocità previsti dal Codice della Strada. In caso contrario, ossia quando le sanzioni vengono recapitate a distanza di mesi dalle infrazioni, gli autovelox fissi servono solo a "fare cassa", in quanto consentono, appunto per mesi, lo sforamento dei limiti di velocità da parte degli automobilisti, ignari, per tale lasso di tempo, di avere subito sanzioni (precisamente, di non aver rispettato i limiti di velocità prescritti dal Codice della Strada).

In ogni caso, con riferimento alle sanzioni palesemente illegittime, irrogate tramite gli "autovelox", fissi o mobili, la Suprema Corte di Cassazione non esclude la sussistenza anche di illeciti penali. In una recente sentenza, gli ermellini sostengono che, ad esempio, l'occultamento dell'autovelox costituisce truffa contro gli automobilisti. Il sequestro dell'apparecchiatura è legittimo anche nel caso in cui questa sia regolare, ma nascosta o non visibile.